lunedì 25 maggio 2009

Ancora sul Prologo



Ciao a tutti. Mentre la lavorazione del terzo libro va avanti e i commenti sul secondo sembrano molto positivi, vi vogliamo ricordare la lettura del Prologo che potete fare solo da computer, cliccando qua a destra. Il prologo rappresenta un tassello importante per capire la serie e al momento lo hanno già letto quasi 700 persone.
Buona lettura…

Michele

giovedì 14 maggio 2009

Salone del Libro


Ciao a tutti.
Nuovo appuntamento.
Questa volta a Torino, in occasione del Salone del Libro.
Allo stand Tunué potrete trovarci (io ci sarò sabato pomeriggio e domenica) per dediche e disegni vari.
Michele e Moroz

AGGIORNAMENTO
Putroppo allo stand Tunué non c'era il nostro FactorY (per problemi di mancanza di spazio Tunué ha preferito portare solo i propri libri). Ce ne scusiamo con i lettori che hanno cercato i due volumi.

giovedì 7 maggio 2009

ReggioNarra


Dopo Bologna (col solo Morozzi) e Cattolica sabato prossimo dalle 19,30 alle 21,00 sarò presente (questa volta senza il Moroz) a Reggio Emilia (biblioteca Panizzi) per eventuali dediche. L'occasione è l'anteprima del PICNIC! Festival e sarò accompagnato da fumettisti e illustratori.
Il tutto all'interno della manifestazione ReggioNarra.
Michele

martedì 5 maggio 2009

I protagonisti (sesta parte): il Pazzo


Spero che ormai tutti i frequentatori di questo blog abbiano letto il secondo libro della nostra serie. Nel caso contrario spero di non rovinare l'effetto sorpresa parlandovi del Pazzo, un nuovo personaggio che apparirà all'improvviso ai nostri all'interno della fabbrica. Sappiamo pochissimo del Pazzo, se non la sua predilezione per la musica e gli abiti di Madonna anni '80. Il Pazzo è strettamente legato ad un altro importante nuovo personaggio, La donna col martello. Ma non voglio dirvi altro. Leggendo i nuovi episodi saprete in che modo.
Mi raccomando solo, nel caso non l'abbiate ancora fatto, di leggervi il Prologo (in questo blog, qua a destra) della serie per meglio apprezzare questo secondo libro.
A presto…
Michele

martedì 28 aprile 2009

Cattolica!


Ciao a tutti… solo per ricordare che domenica 3 maggio, in pomeriggio, a Cattolica verrà inaugurato il nuovo negozio di fumetti di GASP comics.
Io e Gianluca saremo presenti (il Moroz arriverà verso le 18) per disegnare e fare due chiacchiere con i nostri lettori.
Michele

giovedì 23 aprile 2009

Stasera allo Zammù

C'è un simpatico pub in via Saragozza, una delle vie più belle di Bologna, che dall'inizio di quest'anno ospita presentazioni di libri a ritmo serratissimo. Io, di mio, sarà la settima volta che ci vado, a presentare cose mie o di altri. Sta all'angolo con via Valpertuso.
Stasera, alle 20.00, vado a parlare del secondo volume di FactorY in una cornice di calici di vino e taglieri di formaggio e salume (la tipica alimentazione dei poveri Gregor e company, insomma).
Accorrete numeroserrimi.
Moroz

martedì 21 aprile 2009

IndiMente


Mi sono imbattuto per caso in questa recensione al nostro, fatta da IndiMente, una "giovane associazione no profit che si propone di promuovere arte, cultura e informazione indipendente".
La riporto con piacere.
Michele

"FactorY è una serie a fumetti in tre volumi, attualmente arrivata al secondo, scritta da Gianluca Morozzi e disegnata da Michele Petrucci.
Le premesse descritte nella quarta di copertina non fanno pensare a nulla di particolarmente originale e ricordano un misto di serie popolari come Saw – l'enigmista o Lost. Eppure a giudizio di chi scrive, FactorY è uno dei fumetti più interessanti dell'ultimo anno.

Difficilmente una copertina riesce a sintetizzare così bene il contenuto di un libro.
Sullo sfondo bianco, una barattolo di succo di pomodoro, chiaro riferimento alla pop-art: FactorY è senza dubbio un fumetto pop. Il meccanismo del “cosa succede dopo?” tipico della narrativa di genere funziona alla perfezione e inchioda il lettore, lo costringe a leggere fino all'ultima pagina.

Dal barattolo cola un liquido rosso. Sangue piuttosto che sugo. Sul barattolo si legge la poco rassicurante scritta BRAIN, cervello: FactorY senza dubbio non è un fumetto leggero.
La violenza di alcune scene è ben lontano dal gore più becero di alcuni horror odierni, ma colpisce a fondo, ben al di là della superficie, visivamente e psicologicamente. Se si vuole indicare un riferimento cinematografico e televisivo per FactorY, questo è secondo me David Lynch. L'oppressiva inquietudine che si respira tra le pagine dell'opera di Morozzi e Petrucci ricorda molto da vicino quella di situazioni e personaggi lynchiani, anche se con una dimensione onirica meno marcata. Del resto sono i personaggi, le loro relazioni psicologiche e il loro passato ad essere protagonisti della storia, piuttosto che la vicenda nuda e cruda.

Morozzi, noto più come autore di narrativa, riesce a cavarsela piuttosto bene con un mezzo di espressione così peculiare e profondamente diverso dalla letteratura come il fumetto. Riesce a fare un buon lavoro ai dialoghi, ma soprattutto alle didascalie, con le quali vengono messi a nudo i pensieri dei personaggi, didascalie che integrano e completano, senza invaderli, gli ottimi disegni di Petrucci."

sabato 18 aprile 2009

La classifica de Lospaziobianco


Ciao… un breve post per segnalare e ringraziare quanti, all'interno della votazione per decidere i migliori fumetti del 2008 (organizzata dal sito Lospaziobianco) hanno dedicato qualche riga a FactorY.

Ettore Gabrielli
"Morozzi ci prende gusto a muoversi tra la letteratura e il fumetto, e non sbaglia un colpo. FactorY merita un posto in classifica perché mostra finalmente come il fumetto possa ispirarsi ai gusti del pubblico potenziale, prendendo spunto dai telefilm in questo caso, senza snaturarsi. Mescolando dramma e mistero, serialità e autorialità; i disegni di Petrucci sono un valore aggiunto, con quel tratto tremolante e malato che perfettamente si sposa alla storia."

Michele Quitadamo
"Questo fumetto rappresenta un esperimento decisamente molto interessante all'interno del panorama fumettistico italiano. E' un tentativo di importare un linguaggio seriale moderno e diverso all'itnerno del media fumetto ed il risultato sta dando ragione ai due autori."

lunedì 13 aprile 2009

Scuola di fumetto


Ciao, mentre sul sito di Fernandel è già acquistabile il Libro Secondo, oggi vi segnaliamo questa recensione del Libro Primo che appare sulla rivista Scuola di Fumetto in edicola questo mese. Ringraziamo e speriamo che la serie continui a far venire l'acquolina in bocca agli affamati recensori della rivista!
Michele

Scuola di fumetto

n. 66 - aprile 2009

La sempre crescente qualità delle serie televisive sta diventando l'e­quivalente di quella cinematografi­ca degli anni Settanta e Ottanta. Se prima per dire che un fumetto era bello si aggiungeva l'aggettivo "cinematografico", adesso si dice che riflette la scrittura dei serial televisivi (stagione, story-arc, ecc.), ben attenti a non usare il termine denigratorio fiction, che invece si riferisce ai prodotti nostra­ni, spesso di dubbia e incostante qualità. La modalità editoriale di FactorY strizza l'occhio a serial come Lost, come in molti hanno già fatto notare, ma anche a molti film, romanzi e fumetti di genere che iniziano con i protagonisti messi in una situazione in cui non sanno come ci sono capitati, con la solita serie di mostri e orrori che aumentano ad ogni sfogliar di pagine. Rispet­to a vari scritto­ri che si sono improvvisati sceneggiatori, Morozzi rie­sce a rendere a fumetti il suo stile ironico e accat­tivante che lo ha giustamente lan­ciato nel mondo letterario; libro dopo libro, Michele Petrucci si dimostra uno degli autori italiani da cui è lecito aspettarsi sempre qualcosa di più. Questo primo libro (a stagione?) di FactorY pro­pone molta carne narrativa sul fuoco cucinata da chef esperti da cui ci aspettiamo il massimo; i pros­simi libri ci diranno se alla fine avremo la ricca grigliata che ci aspettiamo, oppure un hamburger geneticamente modificato dal sapore insipido.

domenica 5 aprile 2009

FactorY libro secondo


Dunque, dato che ultimamente sto girando come una trottola di un metro e ottantatré, ieri sera sono rientrato da un giro che in trenta ore mi aveva portato a Borgomanero provincia di Novara, Padova e Alfonsine provincia di Ravenna, a mezzanotte, un po' provato, che ho fatto per conciliarmi il sonno? Mi sono letto dall'inizio alla fine il secondo volume di FactorY, consegnatomi fresco di stampa dall'editore.
Mi è piaciuto un sacco! Davvero. L'ho letto come se non fosse per metà opera mia, e l'ho trovato molto più bello del primo, pieno di invenzioni malate e con un ritmo molto particolare ed efficace...
Bravo Miche', siam stati bravi.
Moroz

lunedì 30 marzo 2009

Lospaziobianco


Mentre il secondo libro di FactorY è quasi pronto (il tipografo consegnerà i volumi il 2 aprile) vi segnalo un'intervista che mi ha fatto Michele Quitadamo de Lospaziobianco dove parlo di FactorY e del mio libro uscito sei mesi fa per Tunué, Metauro.
A presto,
Michele

martedì 24 marzo 2009

I protagonisti (quinta parte): Dorian D.



Questa volta voglio farvi una piccola anticipazione parlandovi di Dorian D., un nuovo protagonista che entrerà a far parte della serie già dall'inizio del secondo volume (nelle librerie a partire da aprile).
Dorian è un artista. Utilizza principalmente la musica e l'olfatto, ed è bellissimo e affascinante. Sempre in giro per il mondo per i suoi spettacoli/performance, è continuamente accerchiato da belle donne. Ma lui ne brama una sola, Marianne. E ovviamente anche lui nasconde segreti che affioreranno nel corso della serie.
Speriamo che questo personaggio vi conquisti fin da subito.
Michele

martedì 17 marzo 2009

Napoli mille colori

Beh, come forse saprete, giovedì presento FactorY a Napoli, alla Alastor di via Mezzocannone, ore 17. Orfano del Petrucci, per la prima volta. Al suo posto, il mio biografo (nel senso che ha scritto L'era del Moroz) Carmine Brancaccio.
Come supplire all'assenza? Semplice: Brancaccio, molto gentilmente, si presterà a drammatizzare scene su scene dell'opera in questione. Gentilmente si farà conficcare un paio di spilloni negli occhi, gentilmente si avvolgerà in una palandrana con cappuccio fingendo di temere il sole, gentilmente divorerà uno spettatore a caso. Particolarmente d'effetto sarà la sua entrata in scena in abito da sposa vistosamente incinta. Io non me la perderei.
Moroz

lunedì 16 marzo 2009

Napoli



Un brevissimo post per segnalarvi che giovedì 19 marzo alle ore 17, presso la libreria Alastor di Napoli (via Mezzocannone) Gianluca Morozzi coadiuvato da Carmine Brancaccio presenterà FactorY - libro primo. Io putroppo non riuscirò ad esserci ma Carmine è sicuramente un profondo conoscitore di tutto il lavoro di Gianluca nonché (e non a caso) il suo biografo ufficiale!
A presto,
Michele

lunedì 9 marzo 2009

Ancora debiti!


Torno ancora a parlare delle influenze che abbiamo avuto nel creare FactorY.
Watchmen di Alan Moore è sicuramente una dei nostri punti di riferimento. Non solo abbiamo diviso i cicli narrativi in 12 episodi ma abbiamo voluto citare (copiare!) l'uso che Moore fa degli inserti tra un capitolo e l'altro per approfondire e dare tridimensionalità ai personaggi.
Che ne pensate del film/adattamento che proprio in questi giorni è uscito nei cinema?
Nella rete stanno girando recensioni e commenti diversissimi sia sul film che sulla scelta dei brani musicali della colonna sonora.
Se volete divertirvi potete cimentarvi in questi due giochi collegati al film:
Qui
e Qui.

Michele

venerdì 6 marzo 2009

Genesi



Prendo spunto dalla recensione di Nicola Peruzzi su Fumo di China per (tornare a) parlare delle fonti d'ispirazione della serie.
Si è parlato molto di quelle televisive e cinematografiche ma una delle più importanti è stata di tipo letterario.
Nicola cita Die­ci piccoli indiani di Agatha Christie. In realtà io ho pensato ad un romanzo giallo precedente. Si tratta di L'ospite invisibile (di Gwen Bristow e Bruce Manning del 1930), che, pare, abbia ispirato proprio Agatha Christie.
Cito dalla bandella: "Otto illustri rappresentanti del bel mondo di New Orleans vengono invitati a un ricevimento nell'appartamento di un misterioso anfitrione. Questi, mantenendo l'incognito, li sfida a un gioco perverso: scommette che riuscirà ad assassinare a uno a uno tutti i convenuti di lì all'indomani mattina, mentre a loro spetterà il compito di impedirglielo."
Michele

martedì 3 marzo 2009

Fumo di China


Ciao a tutti… aspettando FactorY Libro Secondo, vi riporto la recensione del nostro sull'ultimo numero di Fumo di China, ad opera di Nicola Peruzzi (ma sei Luther sul forum di Comicus?) che ringraziamo…
Michele

Fumo di China
febbraio 2009

FactorY, nuovo lavoro di Gianluca Morozzi e Michele Pe­trucci dopo Il Vangelo del Coyote, è un prodotto decisamente particolare e piuttosto atipico, per quan­to riguarda il panorama fumettistico nostrano. La sua pubblicazione è, a tutti gli effetti, un esperimento editoriale: Fernandel è in­fatti un editore di varia, un mercato non troppo battuto fino a oggi dai fumettisti. La pubblicazione, a detta degli stessi autori, dovreb­be avvenire in tre volumi pubblicati a cadenza qua­drimestrale. C'è da dire che la lunga attesa tra un volu­me e l'altro, principalmente a causa della struttura della serie (come avremo modo di vedere in seguito), fa un po' spavento. D'altro canto, il fatto che - per dirla ancora con i creatori - due volumi su tre siano già pronti ren­de assolutamente fiduciosi riguardo la puntualità delle uscite.
FactorY, si diceva, è un fu­metto atipico: prendendo a prestito il ritmo e la struttura delle serie televisive (pratica oramai consolidata da tem­po nel fumetto americano e in parte anche in quello italiano), gioca con il letto­re in un continuo rilancio di situazioni gore, mistery e da dark comedy.
Il pitch è tanto semplice quanto efficace: alcune per­sone che apparentemente non hanno legami tra loro si risvegliano all'interno di una struttura inaccessibile e impervia. È un espediente semplice, utilizzato spes­sissimo in letteratura (Die­ci piccoli indiani di Agatha Christie, Labirinto di morte di Philip K. Dick, eccetera), nel cinema e nella televi­sione (Cube di Vincenzo Natali, Saw - L'enigmista di James Wan e, ultimo ma non ultimo, il celeberrimo serial Lost), che permette di esplorare le relazioni inter­personali tra i personaggi e crea possibilità narrative, se ben utilizzato, virtualmente infinite.
La caratteristica saliente di questo primo volume, a li­vello meramente narrativo, è il ritmo sfrenato. Le 160 pagine scorrono che è un piacere, tra personaggi dal­le psicologie quanto meno bizzarre, relitti umani e uma­noidi, morti cruente e tanta, tantissima violenza gratuita. Il tutto però viene fatto in maniera molto più sottile e intelligente di quanto possa apparire da una descrizione così sommaria: un plauso va fatto senza alcun dubbio ai due autori (Petrucci e Mo­rozzi hanno lavorato sulla trama a quattro mani), che si trovano perfettamente a proprio agio nel tratteggiare una serie in bilico costante tra l'iperrealistico e il surre­ale e che cercano di portare agli estremi la struttura nar­rativa partendo da un'idea, tutto sommato, abbastanza facile.
Un altro plauso va fatto all'arte di Michele Petrucci, minuziosa, disturbante al punto giusto, che ha la sua forza nell'inquadratura: al­cune sequenze sono asso­lutamente eccezionali, per come vengono raccontate visivamente. Molto bella anche l'architettura della fabbrica; sporca e verosimile al punto giusto. La fabbrica vive e "respira" come gli altri personaggi in carne e ossa, tanto che pare essere lei la vera protagonista della vi­cenda raccontata. Ma si può parlare solo per supposizio­ni: in questo primo volume ci vengono dati solo degli input, le chiavi di lettura per decodificare e comprendere al meglio la storia verranno in seguito.
Unico cruccio, quindi, la periodicità. Una serie così veloce e frenetica, che pun­ta moltissimo sul rilancio di situazioni sempre più forti e "cattive", deve poter contare anche su tempi di pubblica­zione relativamente brevi, pena il calo della suspance. Limitatamente a questo pri­mo volume, quindi, FactorY appare solido e accattivan­te, e lascia sperare benissi­mo per le future uscite.
Nicola Peruzzi

venerdì 27 febbraio 2009

Book Trailer del Libro Secondo



Mentre stiamo ultimando la parte grafica del secondo volume della nostra serie (in particolare oggi stiamo lavorando su Dorian D, un nuovo personaggio che troveremo già nel quinto episodio), ecco il book trailer del nuovo libro, tra un mese nei negozi di fumetto e nelle librerie.
Questa volta, a differenza del primo book trailer, ho preferito mescolare disegni e brevi spezzoni di filmati. Il risultato ha convinto sia noi autori, sia l'editore.
Che ve ne pare?
Michele

In food we trust


P.S. Per lasciare un commento, prima cliccare sul titolo del post

mercoledì 18 febbraio 2009

Libro secondo



Ancora poco più di un mese all'uscita del secondo volume di FactorY.
Intanto eccovi la copertina in anteprima.
E appunto su Anteprima (il catalogo di PAN distribuzione, in tutti i negozi di fumetti) di febbraio potete già ordinare il libro.
Nelle prossime settimane posteremo qualche succulente anticipazione.
Michele

In food we trust!

lunedì 16 febbraio 2009

Repubblica


Oggi vi vogliamo segnalare una recensione al nostro, uscita su Repubblica qualche giorno fa.
Un ringraziamento a Alberto Sebastiani.
Michele

"Gianluca Morozzi non è nuovo al fumetto. Lettore di comics fin da bambino, come autore ha sempre fatto uso del repertorio di storie, personaggi, ambientazioni, situazioni, che queste letture gli hanno dato. Nei suoi testi ci sono rimandi e citazioni al mondo dei balloon, ai supereroi e non solo. Ci sono addirittura suoi racconti che hanno come protagonisti dei personaggi fumettistici, e il suo prossimo romanzo, in uscita a gennaio per Guanda, Colui che gli dèi vogliono distruggere, parlerà addirittura di un supereroe che vive a Bologna. Senza contare che ha al suo attivo due graphic novel: Pandemonio, con i disegni di Squaz, e Il vangelo del coyote, con Giuseppe Camuncoli e Michele Petrucci. Con quest'ultimo, marchigiano, Morozzi firma la sua nuova incursione tra le nuvolette: FactorY. Libro primo (Fernandel). Non un romanzo a fumetti, ma una serie, una storia che si svilupperà in volumi a cadenza quadrimestrale.
Un gruppo di persone che non si conoscono si risveglia rinchiuso in uno stabile abbandonato, forse una fabbrica, e nessuno sa perché. Le persone si incontrano a poco a poco e iniziano a conoscersi, ad aiutarsi, ma come fidarsi l'uno dell'altro? Come uscire da questa trappola? Come ci sono finiti? Chi è il carceriere? Il lettore scopre il passato di queste figure, il loro aggirarsi come topi in trappola, in un laboratorio, nei saloni dello stabile che rivela stanze nascoste, e altri ospiti, anche mostruosi. Qualcuno del gruppo muore, un altro si rivela poco affidabile, se non pericoloso. I colpi di scena sono continui, i flash back moltiplicano le informazioni, aprono digressioni, nuove narrazioni che rallentano la storia principale, dilatando i tempi, ma che aggiungono spessore ai personaggi e mistero alla situazione. Come nella migliore tradizione del feuilleton.
Non è un caso, quindi, che la situazione riecheggi "Lost", la serie televisiva, feuilleton per eccellenza degli ultimi tempi. Nelle tavole di Petrucci, poi, si contano molti altri riferimenti, anche a Il vangelo del coyote. Citazioni e rivisitazioni pop, dall'arte alla televisione, dal cinema alla letteratura. Il tutto rielaborato in una narrazione avvincente, dal ritmo incalzante, sia grazie alla scrittura di Morozzi, costruita per immagini e battute essenziali, sia dalla sapiente matita di Petrucci, che dissemina le tavole di indizi o situazioni da chiarire. Come per uno dei protagonisti, che dice di essere cresciuto in una "lurida stanzetta" con sette fratelli. Ma nella vignetta sono solo sei. E il significato della "Y" nel titolo è tutta da svelare.
Alberto Sebastiani"